Il silenzio ovunque presente | Marzo 2026
Inspirare, sentire la pienezza di essere.
Percepire la sensazione di essere, senza caratteristiche, radiazione sottile, dolce.
L'inspirazione ci espande, riceviamo il suo potenziale.
Gustiamo la semplicità del miracolo di essere, i canti della primavera lo celebrano.
E noi? Celebriamo o siamo murati nei nostri lamenti e nelle nostre preoccupazioni?
Imprigionati al punto di non prenderci più il tempo di ammirare il quadro vivente del cielo, di ascoltare la sinfonia del mondo e di assaporare il sapore del Silenzio.
Quel Silenzio sempre e ovunque presente, che solo l'orecchio del cuore ascolta.
La nostra pratica è familiarizzare col Silenzio che satura tutta la creazione, impregna ogni nostra cellula e vibra nel profondo del nostro cuore.
E' percepire che, in mezzo alla folla e nel tumulto generale, il Silenzio è lì. Rifugio ultimo, nel quale ritroviamo il nostro asse e il nostro equilibrio.
Non si tratta di ritirarsi dal mondo, ma di vivere al contempo il Silenzio e l'agitazione, e nella nostra presenza espansa viverli come una totalità completa e perfetta.
Imparare a non concentrare la nostra attenzione solo sulle parole esteriori per ascoltare le parole del silenzio che i cuori scambiano, se lasciamo loro lo spazio per respirare, se smettiamo di imbavagliarli con le nostre paure, i giudizi e i pregiudizi.
La pratica del Silenzio per eccellenza è la pratica della preghiera silenziosa, quella del Soffio.
Inspirazione – Io sono; espirazione – l'Essenza suprema, Fonte di tutto ciò che è.
Richiamo incessante alla nostra vera identità.
Siamo al contempo Silenzio e le sue espressioni esterne – colorate e sonore.
Lasciamo che le nostre parole e gli atti emanino dal Silenzio che giace al fondo del nostro cuore.
E' una fonte vivente che disseta il nostro essere come nessun'altra sostanza terrestre, anche la più soave, potrà mai fare.
Percepire la sensazione di essere, senza caratteristiche, radiazione sottile, dolce.
L'inspirazione ci espande, riceviamo il suo potenziale.
Gustiamo la semplicità del miracolo di essere, i canti della primavera lo celebrano.
E noi? Celebriamo o siamo murati nei nostri lamenti e nelle nostre preoccupazioni?
Imprigionati al punto di non prenderci più il tempo di ammirare il quadro vivente del cielo, di ascoltare la sinfonia del mondo e di assaporare il sapore del Silenzio.
Quel Silenzio sempre e ovunque presente, che solo l'orecchio del cuore ascolta.
La nostra pratica è familiarizzare col Silenzio che satura tutta la creazione, impregna ogni nostra cellula e vibra nel profondo del nostro cuore.
E' percepire che, in mezzo alla folla e nel tumulto generale, il Silenzio è lì. Rifugio ultimo, nel quale ritroviamo il nostro asse e il nostro equilibrio.
Non si tratta di ritirarsi dal mondo, ma di vivere al contempo il Silenzio e l'agitazione, e nella nostra presenza espansa viverli come una totalità completa e perfetta.
Imparare a non concentrare la nostra attenzione solo sulle parole esteriori per ascoltare le parole del silenzio che i cuori scambiano, se lasciamo loro lo spazio per respirare, se smettiamo di imbavagliarli con le nostre paure, i giudizi e i pregiudizi.
La pratica del Silenzio per eccellenza è la pratica della preghiera silenziosa, quella del Soffio.
Inspirazione – Io sono; espirazione – l'Essenza suprema, Fonte di tutto ciò che è.
Richiamo incessante alla nostra vera identità.
Siamo al contempo Silenzio e le sue espressioni esterne – colorate e sonore.
Lasciamo che le nostre parole e gli atti emanino dal Silenzio che giace al fondo del nostro cuore.
E' una fonte vivente che disseta il nostro essere come nessun'altra sostanza terrestre, anche la più soave, potrà mai fare.